L’anno della I: Istanbul

Olfatto
I profumi, i suoni, i colori del Mercato delle Spezie, un mix di aromi esotici in cui sarà un piacere perdersi, cumino, paprica, curcuma, aneto, dragoncello, zafferano, vaniglia, timo, paul biber (peperoncino), sumak (spezia ricavata da bacca appartenente alla famiglia degli anacardi dal sapore acidulo), e poi erbe essiccate, te in foglie di jasmine o alla frutta, dolcetti come la baklava, frutta secca come fichi, datteri e albicocche, saponi naturali preparati con olio d’oliva, fiori, fragranze per il corpo e lo speziato caffè turco.

Tatto
Impressionante per la sua estrema bellezza è Santa Sofia, un gioiello dell’architettura bizantina, è stata la più grande cattedrale del mondo per 1000 anni. L’edificio è stato costruito dall’imperatore Giustiniano nel 537 d.C. per essere una cattedrale cristiana, dopo la conquista di Costantinopoli nel 1453 il Sultano Maometto II convertì la chiesa in moschea aggiungendo i 4 minareti, nel 1935 fu restaurata e riaperta al pubblico come museo. Salendo le scale si ha una bellissima vista panoramica sullo spazio sottostante, e si possono ammirare i mosaici preottomani che luccicano nella luce soffusa.
Un curiosità: al margine nord occidentale di Santa Sofia c’è la cosiddetta Colonna dei Desideri, si tratta di una colonna di marmo inscatolata nel bronzo, dove c’è un foro con una cavità, inserendo il pollice e ruotandolo in senso orario si potrà esprimere un desiderio..che sicuramente si avvererà!

Vista
Sontuosi ambienti residenziali, gioielli, gemme e reliquie che testimoniano la strepitosa ricchezza della dinastia ottomana, tutto questo si tocca con mano visitando il Palazzo Topkapi. Il punto a mio parere più affasciante è sicuramente la terrazza panoramica del Padiglione di Baghdad, dove c’è una vista mozzafiato sul Bosforo. Vi sono poi spazi decorati con complessi motivi iznik, i cui colori colpiscono per la loro pienezza e diversità, oltre alla sala della fontana delle Abluzioni, perfetta per immortalare queste tipiche ceramiche turche.

Udito
La folla umana che come un fiume attraversa il Ponte di Galata pieno di ristoranti di pesce dove poter assaggiar in modo molto spartano piatti tipici, con le scie dei battelli lungo il Corno d’oro, il canto del muezzin che per cinque volte al giorno richiama i fedeli alla preghiera. Momento migliore per attraversarlo è durante il tramonto, dove si può godere della vista della città con le eccezionali sfumature del cielo al calar del sole che si riflettono sul Bosforo creando scenari fotografici spettacolari.

Gusto
Il classico kebab, cioè spiedini di agnello, il doner caratterizzato da una cottura lento su uno spiedo, l’iskender con burro schiumante, salsa di pomodoro e panna, il patlican con le melanzane, e il sis kebab su uno spiedino, accompagnato dal pane tipico turco, il Lavas pane sottilissimo o la pide una specie di piadina.