Viaggiare è come il vento, che ti porta dove vuole se sai seguirlo,
che ti spinge avanti se sai imbrigliarlo, e può condurti a perdere la strada ma anche farti scoprire luoghi remoti, che non avresti creduto esistessero.
Viaggiare è come il sale, è come le spezie, cambia il sapore di tutto ciò che tocchi, ti lascia profumi e fragranze impigliate nel cuore.
Viaggiare è come l’amore.
Una grazia, un volo, qualcosa che non puoi prevedere.
Rula Jebreal



Raccoglitore di "Chicche di viaggio"
per rendere ogni viaggio indimenticabile e polisensoriale
Il Mio fidanzato bizzarro...
nasce dall'idea bizzarra del mio fidanzato, ora marito, che ha deciso di scegliere per ogni anno una lettera dell'alfabeto
e programmare in quell'anno solo viaggi verso mete che iniziano con la lettera prescelta.
Il primo anno è stata la M e le mete sono state: Mosca, Marrakech, Matera, Mykonos, Mauritius, Montecarlo, Mumabi.
Il secondo anno è stata la C e le mete sono state Chicago, Cancun, Cuba, Chichén Itza etc.
Dopo un po' di viaggi, diverse mete visitate e lettere dell'alfabeto sorteggiate, abbiamo voluto raccogliere tutte le esperienze vissute in giro per il mondo, come una grande guida dove non saranno presenti la storia del luogo e gli itinerari consigliati trattati dalle classiche guide turistiche o i diari di viaggio, ma saranno suggerite location affascinati, view mozzafiato, ristoranti gourmet...
...chicche di viaggio insolite e soprattutto polisensoriali, che vogliamo condividere e scambiare con voi in un gioco di emozioni che possa arricchire entrambi:
coloro che visiteranno una meta e vivranno la stessa emozione con la quale sarà un piacere confrontarsi e riviverla;
coloro che non visiteranno fisicamente una meta ma vivranno ugualmente un'emozione,
perché il bello di viaggiare è che può essere fatto anche con la mente, e grazie ad uno strumento come il web e la descrizione di una sensazione possiamo immaginarla, sognarla e in parte viverla.



Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente
chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo
quando è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita,
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce o non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

